sabato 4 agosto 2012

Egoismo balneare


Il Golfo della Spezia è pervaso dalla presenza militare, "nel bene e nel male" specificò l'uscito ammiraglio dell'alto Tirreno Paoli.
Interessante... Il male sarà Campo in ferro, che magari fosse in ferro, saranno le aree sottratte ai paesi, e con esse il mare, il nostro passato e il nostro futuro. Il tutto condito dal muro e dal filo spinato, dietro il quale si vede lo stato pietoso in cui è ridotta quella parte del nostro territorio.

E il bene? Bisogna pensarci un po'... dovrebbe essere un'attività non inquinante. Mica ovunque si faranno campi in ferro. Infatti, riflettendo, dopo Lerici c'è una curiosa installazione militare: tra due belle insenature si allunga una lingua di terra che prende il nome di Maralunga. Qui, sotto la denominazione di "stabilimento elioterapico", avviene la straordinaria metamorfosi dell'istituzione marinara: non più le colate di cemento, le navi grigie o i rifiuti che siamo abituati a vedere sulla costa di ponente, ma bungalow, ombrelloni, gazebo, sedie a sdraio e tintarella (in vero un po' di cemento c'è anche qui, pare sia un irrinunciabile tocco di classe). Qualunque nome gli si voglia dare, Maralunga oggi è esclusivamente una cosa: lo stabilimento balneare degli ufficiali di marina.
Terreno del Demanio, mensa e servizi a prezzo di costo o quasi: di fatto "paga Pantalone", cioè i cittadini tutti che però non possono accedervi.

Forse, quando un tempo gli stipendi dei militari erano ingenerosamente bassi poteva avere un senso. Come nell'ottica nippo-aziendale dove la paga è minima ma viene passato tutto il resto, comprese vacanze in Italia. O, meglio, in stile sovietico: con lo Stato che dà pochi rubli ma anche vitto, alloggio e ferie in colonia.

Ora, fortunatamente, gli ufficiali hanno stipendi e pensioni che certo possono consentire libere vacanze al mare, in particolare se si rimane in zona. Viene quindi naturale chiedersi se l'esistenza di una simile struttura sia oggi sostenibile, sotto tutti i punti di vista.

Il Golfo della Spezia è già per conformazione avaro di spazi e nel corso della sua storia la costa è diventata sempre meno accessibile agli abitanti, la Marina Militare ha per prima monopolizzato il territorio lasciando ben poco, specialmente sul mare.
Doveva servire per "difendere la Patria" non per ritagliarsi un bagno riservato tra un'area in disuso e l'altra. Questione di proporzioni, di equilibri: se di militare ci fosse solo Maralunga, nessuno se ne accorgerebbe, sarebbe un bagno tra i tanti. Ma nel quadro generale del nostro Golfo, con mille aree proibite proprio perché militari, non può esserci spazio anche per aree mìlitar-balneari.

Allo stato attuale, Maralunga è l'elemento più surreale della scollatura tra la marina e la popolazione: la stessa mano nega l'accesso al mare a interi paesi ma trova modo e mezzi per crearsi uno stabilimento balneare per il proprio svago.

Com'è possibile? Al di là del muro la prospettiva è diversa? È facile accettare questa impostazione? Per pochi "elioterapia", per tutti gli altri "muroterapia"?
Sarebbe vergognoso.
Ma ci sono modi per fugare ogni dubbio che possono precedere una doverosa quanto coscienziosa restituzione dell'area: che Maralunga venga aperta agli abitanti del Golfo, come misura compensativa fino a quando le aree fondamentali per il futuro del territorio non saranno restituite e liberamente fruibili.
Può essere fatto domani. Sarebbe un gesto di vera disponibilità al dialogo e di apertura sul problema delle zone militari a mare. Problema per i civili, ovvio, mica per i militari.
Ostacoli di carattere strategico, non dovrebbero essercene... a meno che qualcuno non creda di servire la Patria in costume da bagno.

Diversamente, bisognerà cercare di capire come certe persone possano stendersi al sole, godersi il mare, sapendo di negare contemporaneamente anche il solo toccare la riva a tanti, tantissimi altri.

In passato il ricorso all'elioterapia è stato un tratto tipico delle manie di grandezza, con conseguenti difficoltà di relazione con il prossimo.

2 commenti:

  1. hai ragione, ma cosa sarebbe Maralunga senza la presenza dello stabilimento balneare della mm? un posto chiuso inaccessibile a nessuno....come Maramozza solo per farti un esempio vicino dove un furbone si è costruito una villa ha chiuso i sentieri e nessuno può andare al mare, o una bella colatona di cemento e sventramento di collina come la Baia blu?

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  2. Quello spazio ha un valore di decine, se non centinaia di milioni di euro. Privatizzandolo si risolverebbero i problemi di edilizia scolastica di tutta Italia e costruire anche nuove scuole. Non ha senso che rimanga esclusivo resort per le chiappe degli ufficiali di Marina, che già possiedono altri stabilimenti a Marina di Carrara e Marinella, e non so quanti altri. E poi, ma quanti sono questi marinai militari?

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